Chiese / Churches

Chiese – Churches

  • Chiesa Parrocchiale di Caprino – Situata nel centro storico di Caprino, la prima pietra della nuova costruzione, che sostituiva un’antica pieve romanica ormai fatiscente, fu posta il 9 agosto 1767. “Con le elemosine, colla personale collaborazione, con carri e animali di Caprino” i lavori durarono ben 19 anni. Per la sua facciata monumentale furono impiegati i marmi locali bianco e rosso di Lubiara. La parte inferiore della facciata ha sei colonne, con un protiro al centro ornato dalle statue di Maria Immacolata fra due angeli ed un massiccio portone. Nella parte superiore una finestra rettangolare al centro fra sei colonne; nei due specchi, su elevato piedistallo, le statue degli Evangelisti Marco e Luca ed entro nicchie marmoree Giovanni e Matteo. Ai lati, su pinnacoli, gli Apostoli Pietro e Paolo. L’interno ha il pavimento in marmette multicolori e preziose. Nel cielo della navata due medaglioni con “Assunzione ed Incoronazione di Maria”, opera di Bartolomeo Zeni del 1783. Affiancano l’entrata principale due catini o acquasantiere dello scultore Antonio Tinelli di Montecchio. A destra, vicino all’entrata, l’Edicola del Battistero, che contiene una vasca battesimale, probabilmente dell’antica Pieve. Il fonte è del XV secolo. Il secondo altare è in marmo nero di Varena, fu completato nel 1886 e vi si venera l’antico Crocefisso in legno del secolo XV. Annunciato da tre gradini in marmo rosso il Presbiterio, il cui ornamento principale è l’Altare Maggiore, costruito per voto dopo il colera del 1836 e l’Organo del 1805, poi restaurato. Nel catino dell’Abside c’è il quadro dell’“Assunta”, dipinto e donato dalla marchesa Carlotti nel 1829. Infine nella sacrestia sono collocati alcuni eccellenti quadri e pale di varia provenienza. Scendendo lungo la parete destra incontriamo un altro Altare, costruito in marmo bianco di Carrara nel 1838; una statua in legno dorato della “Vergine” del 1500. Il quinto Altare, in stile barocco e ricco, con quattro colonne tortili: è un’opera magnifica della prima metà del 1700, di notevole qualità artistica. Lungo le mura perimetrali, entro nicchie, si trovano le statue di Santi titolari delle chiese soggette alla Pieve di Caprino: S. Isidoro (Rivoli), S. Gallo (Pesina), S. Vigilio (Brentino), S. Giacomo (Rivalta), S. Caterina (Ferrara di monte Baldo), S. Vito (Pazzon), S. Luca (Incanale), S. Giovanni Battista (Belluno e Lubiara). Le dimensioni del tempio sono notevoli: lunghezza m. 50,70, larghezza m. 15, altezza m. 21.
  • Parish church of Caprino – Sitting in the heart of the historic town of Caprino, the present building was built in 1767 by Adriano Rossi, to replace a previous Romanesque parish church which fell into disrepair. The construction work took 19 years. This was made possible thanks to charity and the cooperation of the people of Caprino together with their animals and carts. The site of the present cathedral housed a church dedicated to St. Mary Major. The façade dates back to 1803 and is a combination of local white and red marble from Lubiara. The lower part features six columns, a central porch portal with Mary the Immaculate placed between two angels and a massive door. On the upper part, right in the middle is a rectangular window, flanked by the statues of the evangelists Mark and Luke and placed in the niches are those of John and Matthew. At the sides, on the pinnacles are the apostles Peter and Paul. Inside, there are several points of interest distributed throughout the church. The pavement is a combination of multicoloured and precious stone tiles. On the ceiling of the main nave, are two medallions of “Mary’s Assumption and Coronation” by Bartolomeo Zeni dating back to 1783. By the entrance, are two fonts by Antonio Tinelli of Montecchio. To the right, next to entrance, a baptismal basin (which probably belonged to the old  church) together with a 15th century font. Within the second altar, made of black marble from Varena and completed in 1866, is the venerated 15th century wooden crucifix. The presbitery houses the recently restored 1805 organ and the main altar, which was constructed due to a vow made after the cholera epidemic of 1836. In the apse, you can see the painting of The Assumption, which was painted and given to the church by the marquise Carlotti in 1829. Last but not least, in the sacristy are kept excellent paintings and altarpieces of different origins. There you will find an 1838 altar made with Carrara white marble, a golden wooden statue of The Virgin sculpted in 1500 and a 1700 baroque altar with four twisted columns showing a remarkable level of artistry. Placed in the niches along the perimeter walls, are the Saint statues of the churches belonging to the parish of Caprino. These being the churches of; St. Isidoro (Rivoli), St. Gallo (Pesina), S. Vigilio (Brentino), St. James (Rivalta), St. Catherine (Ferrara of Baldo Mountain), St. Vito (Pazzon), St. Luke (Incanale), St. John the Baptist (Belluno and Lubiara).   The dimesions of the temple are quite remarkable: 50.70m long, 15m wide and 21m high.

Chiesa di Lubiara

  • Chiesa di San Giovanni Battista a Lubiara –  Nella prima metà del XII sec. il Libero Comune di Lubiara fece erigere una chiesetta in stile romanico in onore di S. Giovanni Battista, giuridicamente e pastoralmente soggetta alla pieve di S. Maria Maggiore in Caprino. L’edificio attuale è il risultato di ampliamenti avvenuti nel XVIII sec. e nella prima metà del XX sec. Risale al 31 luglio 1927 l’erezione in Parrocchia.  L’interno diviso in tre navate separate tra loro da due file di tre colonne. La navata maggiore finisce con un coro semicircolare. La pavimentazione è a quadri di marmo rosso Verona e nembro giallo.
  • Church of St. John the Baptist in Lubiara –  The small church of St. John the Baptist was originally founded in the first half of the 12th century. It was constructed in Romanesque styleby the free commune of Lubiara and was part of the parish church of St. Mary the Major in Caprino. It was extensively enlarged during the 18th and the first half of the 20th century. On July 31st 1927, it became a lited parish church. Made from local limestone, the interior of the church comprises three naves divided by two rows of columns. The central nave ends with a semicircular choir, while the pavement is a combination of red marble from Verona and yellow “nembro”.

Chiesa di San Gallo a Pesina

  • Chiesa di San Gallo a Pesina – L’edificio attuale fu costruito ex novo tra il 1750 ed il 1769, sui resti di una precedente chiesa dedicata a Santa Cecilia. All’interno conserva uno splendido altare maggiore fatto erigere da Almerigo Gonzaga, una bella pala di Giovanni Caliari e una tela raffigurante la Madonna e Santi di Agostino Ugolini. Precedentemente la chiesa sorgeva a mezza collina con il suo cimitero soggetto in parte alla pieve di Garda ed in parte a quelle di Caprino.
  • Church of St. Gall in Pesina – The present building was totally reconstructed between 1750 and 1769 and sitted on top of a previous church dedicated to St. Cecilia. It houses; a beautiful major altar built by Almerigo Gonzaga, a refined altarpiece by Giovanni Caliari and a painting of the Virgin Mary and Saints by Agostino Ugolini. In ancient times the church was located on the central part of the hill and its cemetery belonged to both Garda and Caprino.

Chiesa di Santa Cristina – Ceredello

  • Chiesa di Santa Cristina a Ceredello – Le sue origini si perdono molto indietro nel tempo, probabilmente sono anteriori anche ai primi documenti scritti che risalgono al secolo XIII. La prima testimonianza ci riporta all’anno 1221, quando si parla di una chiesa a Ceredello sotto il titolo di S. Cristina, presso la quale si teneva anche una fiera tradizionale. Il tempio divenne oggetto di particolare devozione e di costante presenza di fedeli tanto che nel 1460 il luogotenente del vescovo in visita pastorale ricevette una richiesta da parte degli abitanti di Ceredello per la celebrazione di almeno una messa alla settimana, incombenza che il visitatore, accogliendo la supplica, affidò al parroco di Pesina. Nel corso della famigerata peste del 1630 che sconvolse l’intera Europa ed anche il nostro territorio, la chiesa fu adibita a lazzaretto. In seguito si resero perciò necessari vari interventi di disinfestazione come l’intonacatura a calce che imbiancò le pareti interne, ricoprendo così purtroppo anche gli affreschi trecenteschi. Nel 1658 fu poi costruito il nuovo altare barocco che, in linea con l’altare, divide l’originaria abside romanica. Nel secolo XVIII si ebbero invece degli interventi al tetto e nel 1897 vennero alla luce, per opera dello studioso locale mons. Crosatti ampi frammenti degli originali affreschi del 1300. Attualmente la chiesa si presenta in buono stato ed è oggetto di particolare devozione da parte della gente di Ceredello, che festeggia la santa patrona il 24 luglio con cerimonie religiose ed una tradizionale sagra.
  • Church of Saint Christina in Ceredello – The origin of Santa Cristina go back much farther in time, most probably before the first written documents of the 13th century. Evidence shows that in 1221 in Ceredello there was already a church dedicated to Santa Cristina, along with a traditional fair. The church became so important that in 1460 the community of Ceredello asked the Bishop’s representative to have a regular weekly service. The request was accepted and since then the parish priest of Pesina celebrated mass once a week. In 1630 an outbreak of plague snaked its way across the countryside striking the major villages of the area and the church became a lazaret. Successively, in order to sanitize the place, a coat of lime was added to the walls but the plaster covered the 13th century frescoes. In 1658 a new altar in Baroque style was built right at the intersection with the Romanesque apse. In the 18th century the roof was repaired and in 1897 thanks to Monsignor Crosatti a great section of the original 13th century frescoes came to the light. Today the church is pretty well preserved and Ceredello comes alive with religious ceremonies and celebrations during the annual fair commemorating the town’s patron saint, Saint Christina. The official day is July 24th, but the festivities stretch out over a few days, with concerts, shows and folk dances.

 

  • Santuario della Madonna della Corona – Situato a pochi passi da Verona e ancor di più al lago di Garda, è indubbiamente uno dei luoghi più suggestivi tra quelli dedicati alla Vergine, che merita di essere visitato almeno una volta nella vita. E in verità, posto com’è a strapiombo sulla valle dell’Adige, a metà della parete verticale rocciosa a 774 m. di altitudine, è il più ardito dei Santuari d’Italia. Conosciuto inizialmente come Santuario della Madonna del Baldo, venne poi chiamato “della Corona” per la forma delle rocce che lo circondano. Il luogo fu in origine sede di eremiti e più precisamente di monaci che vi si trasferirono dal Monastero di San Zeno di Verona. A quel tempo il sito poteva essere raggiunto solo tramite un sentiero stretto e pericoloso attraverso le rocce. La bellezza e la pace del luogo cominciarono ad attirare sempre più persone, tanto che nel 13° secolo si avvertì la necessità di costruire un piccolo monastero con una cappella dedicata alla Madonna del Monte Baldo nel luogo dove oggi sorge il santuario. Secondo una leggenda del luogo, nel 1522 una scultura lignea della Madonna della Corona venne miracolosamente trasportata qui dall’isola di Rodi dagli angeli e la cappella venne immediatamente sostituita con la costruzione di una chiesa più grande e da un ponte di legno. Nel 1625 divenne Santuario e la difficile accessibilità del luogo lo mantenne pressoché intatto fino al 20° secolo. Nel 1899 venne aggiunta la facciata attuale Demolizione e ricostruzione del Santuario vennero effettuati dal 1975 al 1978. Nel luglio del 1982 al Santuario venne attribuito il titolo di “Basilica minore” da Papa Giovanni Paolo II. All’interno del Santuario una riproduzione della nota Scala Santa collocata a Roma vicino alla Basilica di San Giovanni in Laterano e che secondo la tradizione fu la stessa usata da Gesù nel giorno della sua crocifissione.  
  • Sanctuary of  Madonna della Corona – You will find it a stone’s throw away from Verona and just off Garda lake. This is a special place to visit and is one of Italy’s most well-known sanctuaries dedicated to the Virgin Mary. Built on a rocky terrace standing at a height of 774 m and overlooking the valley of the river Adige, it emerges from the craggy slopes of the Monte Baldo massif. Known initially as the Sanctuary of the Madonna of Monte Baldo, was later called “della Corona” for the crown that the mountain peaks form around the sanctuary. The history dates back to year 1000 AD, when monks from the Monastery of San Zeno in Verona set up a hermitage where the sanctuary now stands. At this time it could be only reached by a dangerous and narrow path among the rocks. The beauty and the peace of the place kept attracting people so in the second half of the 13th century a small monastery with a chapel dedicated to St. Mary of Montebaldo was build in the place where the current church is located. According to a local legend in 1522 a sculpture of a Madonna della Corona was miraculously transported here by angels from the island of Rhodes and a bigger church was build immediately after in place of the original chapel, along with a wooden access bridge. It became a sanctuary in 1625. Its relative inaccessibility has preserved the site, which has remained almost intact until the 20th century. The current façade was erected in 1899. Between 1975 and 1978 the church underwent a major renovation. In July 1982, Pope John Paul II elevated the sanctuary to a minor basilica. Inside the Sanctuary is the Scala Santa, a reproduction of the staircase located in Rome near the Basilica of San Giovanni in Laterano, supposedly the stairs Jesus walked the day he was crucified.

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